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Guida · Adempimenti

Quali sono gli obblighi di compliance per un’azienda?

· 7 min di lettura · di Ruggiero Leone · aggiornato il 10 agosto 2026

Non esiste un elenco unico valido per tutte le imprese: gli obblighi di compliance dipendono da settore, numero di dipendenti e scelte societarie. Ma quattro blocchi riguardano la quasi totalità delle aziende italiane, e su uno di questi molte scoprono di essere scoperte solo quando arriva il controllo.

Gli obblighi che valgono per tutti

Due adempimenti non hanno soglia dimensionale: si applicano dal primo dipendente e, nel caso del GDPR, anche prima.

  • Protezione dei dati personali (Reg. UE 2016/679). Riguarda chiunque tratti dati di clienti, dipendenti o fornitori: registro dei trattamenti, informative, basi giuridiche, misure di sicurezza, gestione delle violazioni.
  • Salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008). Dal primo lavoratore: valutazione dei rischi, formazione, sorveglianza sanitaria, nomina delle figure previste.

Cosa scatta e quando

ObbligoFonteQuando scatta
Protezione dati personaliGDPRSempre, se tratti dati personali
Sicurezza sul lavoroD.Lgs. 81/2008Dal primo lavoratore
DPO (responsabile protezione dati)GDPR art. 37Trattamenti su larga scala o categorie particolari
Canale di whistleblowingD.Lgs. 24/2023Media di 50+ dipendenti nell’ultimo anno, oppure Modello 231 adottato
AntiriciclaggioD.Lgs. 231/2007Settori e professioni individuati dalla norma
Modello organizzativo 231D.Lgs. 231/2001Volontario, ma spesso richiesto da gare e committenti

La riga in grassetto è quella che genera più inadempienze inconsapevoli. L’obbligo è in vigore dal 17 dicembre 2023 e la soglia si calcola sulla media dei lavoratori subordinati dell’ultimo anno: chi oscilla intorno ai 50 dipendenti deve verificarla, non stimarla a occhio.

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Il caso del Modello 231

Il Modello organizzativo 231 non è imposto da nessuna norma. È una scelta: adottandolo, l’ente può andare esente dalla responsabilità amministrativa per i reati commessi nel suo interesse. Nella pratica è diventato un requisito d’accesso a gare pubbliche e a molte filiere private.

Attenzione all’effetto a catena: chi adotta un Modello 231 assume automaticamente l’obbligo del canale di whistleblowing, a prescindere dal numero di dipendenti. Molte piccole imprese hanno adottato il Modello per partecipare a una gara senza sapere di aver attivato anche il secondo obbligo.

Cosa si rischia

  • Whistleblowing — l’ANAC sanziona da 10.000 a 50.000 € per mancata istituzione del canale, procedure assenti o non conformi, segnalazioni non istruite; stessa forbice per ritorsioni e violazioni della riservatezza.
  • GDPR — fino al 4% del fatturato mondiale annuo o 20 milioni di euro, a seconda di quale sia superiore.
  • Sicurezza sul lavoro — sanzioni amministrative e penali, queste ultime a carico delle persone fisiche.

A queste va aggiunto ciò che non compare nei prospetti: esclusione da gare, sospensione di autorizzazioni, danno reputazionale.

Checklist di verifica

Sette affermazioni. Segna quante sono vere per la tua azienda:

Ogni casella vuota è un’area in cui, se arrivasse un controllo domani, non avresti una prova da mostrare.

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Fonti

  • D.Lgs. 10 marzo 2023 n. 24, whistleblowing — Normattiva
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Testo Unico sicurezza sul lavoro (testo vigente) — Normattiva
  • Regolamento UE 2016/679 (GDPR), testo consolidato — EUR-Lex
  • D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, responsabilità amministrativa degli enti — Normattiva
  • D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, antiriciclaggio — Normattiva
  • ANAC, linee guida e sezione whistleblowing — ANAC
RL
Ruggiero Leone

Fondatore di TOXIC. Scrive le guide di questa sezione leggendo i testi normativi in versione vigente, non rielaborando articoli di terzi. Non è un parere legale: qui trovi metodo, fonti e limiti dichiarati.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce parere legale. La normativa evolve e ogni situazione aziendale ha specificità proprie: per la valutazione del tuo caso rivolgiti al tuo consulente o a un legale.

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