Rispondi a 8 domande e scopri subito se sei tenuto al canale di whistleblowing (D.Lgs. 24/2023), al Modello 231, agli obblighi GDPR e alla sicurezza sul lavoro. Ricevi un referto PDF su misura, senza registrazione.
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Il D.Lgs. 24/2023 obbliga al canale di segnalazione interno: tutti gli enti del settore pubblico; le aziende private con una media di almeno 50 lavoratori subordinati nell'ultimo anno; le aziende che adottano un Modello Organizzativo 231 (anche sotto i 50 dipendenti); e le imprese che operano in settori regolamentati come servizi finanziari, assicurativi, antiriciclaggio, sicurezza dei trasporti e tutela dell'ambiente, a prescindere dal numero di dipendenti.
Non sempre. Un'azienda privata con meno di 50 dipendenti, senza Modello 231 e non operante in settori sensibili, non è obbligata ad attivare il canale interno. I suoi lavoratori possono però segnalare tramite il canale esterno gestito da ANAC, e le tutele contro le ritorsioni si applicano comunque. Attivare un canale interno resta consigliato ed è obbligatorio non appena si adotta un Modello 231.
No, l'adozione del Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 è facoltativa, ma è fortemente raccomandata: costituisce l'esimente che può escludere la responsabilità amministrativa dell'ente in caso di reato commesso nel suo interesse. Chi adotta un Modello 231 deve però prevedere un canale di whistleblowing interno conforme al D.Lgs. 24/2023.
Il GDPR (Reg. UE 2016/679) impone la nomina del DPO quando il trattamento è svolto da un'autorità o ente pubblico, quando l'attività principale richiede un monitoraggio regolare e sistematico su larga scala degli interessati, oppure quando si trattano su larga scala categorie particolari di dati (salute, biometrici, giudiziari). Negli altri casi la nomina è facoltativa ma spesso opportuna.
ANAC può applicare sanzioni amministrative fino a 50.000 € per la mancata attivazione del canale di segnalazione, per l'assenza di procedure di gestione, o per atti ritorsivi verso i segnalanti. Le sanzioni GDPR possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo.
Il referto è uno strumento indicativo di auto-valutazione basato sulle risposte fornite e sui riferimenti normativi vigenti (D.Lgs. 24/2023, D.Lgs. 231/01, Reg. UE 2016/679, D.Lgs. 81/08). Offre una prima fotografia degli obblighi ma non sostituisce un parere legale personalizzato. Per una valutazione puntuale puoi richiedere assistenza.